05/08/2005
Approvato il decreto che incentiva il fotovoltaico
Sì definitivo
al “conto energia” da parte del
Governo al decreto che stabilisce le nuove regole e i nuovi
incentivi per l’energia solare fotovoltaica.
A presentarlo alla stampa sono stati la scorsa settimana i ministri
dell'Ambiente, Altero Matteoli, e delle Attività produttive,
Claudio Scajola.
Il provvedimento prevede incentivi per l'installazione di 100
MW di impianti fotovoltaici, in vista di raggiungere
i 300 nel 2015. Il tutto concesso in conto energia e non in
conto capitale, vale a dire che gli incentivi arriveranno con
l'energia prodotta e il surplus può essere venduto alla
rete elettrica a tariffe incentivanti. Rispetto, ai 15
centesimi/kWh che oggi si pagano per l'energia proveniente
dalla rete elettrica, con il nuovo decreto la produzione in
eccesso potrà essere rivenduta all’acquirente unico
a 45 centesimi/kWh.
A una famiglia
media installare un impianto costerà tra gli otto e
dieci mila euro di investimento che potranno rientrare, grazie
al conto energia, nell’arco di 5-10 anni.
”Non si pagherà più la bolletta, risparmiando
così 800/900 euro all'anno - ha spiegato Scajola. E,
poi, bisogna aggiungere gli incentivi, pari a 900/1100 euro
all'anno”.
Soddisfatto il ministro dell'Ambiente,
secondo il quale “il problema dell'energia è
il problema di questo secolo”, che insieme “all'ambiente”
saranno i due temi che “si porranno a tutti i governi
nei prossimi venti anni”.
Il 60% dei
100 MW per i quali sono previsti gli incentivi è dedicato
agli impianti medio piccoli. Sono tre in tutto le tipologie
individuate, proprio per favorire i privati, ha spiegato il
ministro dell'Ambiente Altero Matteoli, che non devono neanche
temere lo spauracchio della burocrazia. Per famiglie e condomini
è, infatti, stato previsto un percorso facilitato già
dalla fase progettuale. Se per avere diritto agli incentivi
le realtà più grandi dovranno partecipare ai
bandi, quattro in tutto ogni anno, i più piccoli potranno
cavarsela con la presentazione del progetto preliminare.
Se è
vero, infatti, che la tecnologia necessaria per costruire
i pannelli solari è ancora costosa, per gli impianti
più piccoli, fino a 20 kW, il nuovo provvedimento prevede
la possibilità di rivendere la produzione in
eccesso. A conti fatti, servirebbero tra i 5 e i
10 anni per rientrare dell'investimento, che si aggira tra
gli 8 mila e i 10 mila euro.
Ogni famiglia
consuma tra i 2,000 e i 2,500 kWh all'anno. Per soddisfare
il proprio fabbisogno energetico ha dunque bisogno, secondo
i calcoli, di un impianto tra 1 e 2 kW. Considerando il risparmio
che deriva dal non dover più pagare la bolletta e gli
incentivi, si può arrivare a mettere insieme circa
2 mila euro nel giro di 12 mesi.
“Con questo nuovo passo, le famiglie
italiane potranno finalmente produrre energia a seconda dei
loro bisogni e rivendere quella in eccesso, contribuendo a
recuperare il ritardo dell'Italia in materia di energie pulite.
Un ritardo - ha sottolineato Matteoli - dovuto anche alla
particolarità ed alla bellezza del nostro Paese. Ragion
per cui i confronti con altri Paesi sarebbero difficili se
non impropri”.
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